Un robot di casa è comandato da una persona a distanza? Chi vede casa mia?
Quando una persona del produttore guida un robot di casa: che cosa inviano telecamere, microfoni e mappe, i problemi dei robot aspirapolvere e le norme UE.
Immagine generata con AI: Internet of Things News / Google Gemini
Dopo aver letto questo articolo saprai:
- Spiegare che cosa raccolgono telecamere, microfoni e mappe di un robot di casa, e che cosa esce dalla casa secondo i produttori
- Descrivere come funzionano le sessioni con operatore remoto del NEO di 1X, solo in base a ciò che pubblica 1X
- Controllare le impostazioni e le norme UE che contano prima di portare in casa un robot con telecamere
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Alcuni sì, in certe situazioni. Certi robot di casa sono progettati in modo che una persona che lavora per il produttore possa guidarli a distanza quando incontrano un compito che non sanno svolgere da soli. 1X, che raccoglie ordini per il suo umanoide NEO con consegne negli Stati Uniti previste a partire dal 2026, scrive nella sua pagina d’ordine che “un Expert di 1X può supervisionare a distanza le sue azioni in orari programmati” (pagina consultata il 23 ottobre 2026). Chi può vedere dentro casa tua attraverso un robot dipende dai sensori che porta, da come lo configuri e da ciò che consente la politica sui dati del produttore.
Questa guida si basa sui documenti dei produttori, sulle ricerche di sicurezza pubblicate e sul testo delle leggi, e nomina i produttori solo come fonte di un’affermazione. Le citazioni da fonti in inglese sono tradotte in italiano.
Che cosa rileva e che cosa invia un robot di casa?
Molti robot aspirapolvere costruiscono una pianta della casa mentre puliscono, usando lo SLAM (localizzazione e mappatura simultanee, in inglese simultaneous localization and mapping) con un sensore lidar, con telecamere o con entrambi. Gli umanoidi portano di più: per NEO, 1X indica due telecamere stereo fisheye e “4 microfoni beamforming”; il robot si collega in 5G o alla rete Wi-Fi di casa.
Che cosa resta sul robot e che cosa ne esce può dirlo solo il produttore, e le risposte cambiano da uno all’altro:
- Nella FAQ della stessa pagina, 1X scrive che in modalità autonoma “una quantità limitata di dati dei sensori può essere inviata ai nostri server per soddisfare una richiesta; non viene conservata”, e che i dati delle attività svolte nel mondo reale servono a migliorare NEO, a meno che il proprietario non scelga di escludersi (opt-out). 1X dichiara di non usare questi dati per costruire un profilo del proprietario e di non venderli.
- L’articolo di supporto di iRobot sui Roomba con telecamera descrive Obstacle Image Review, una funzione facoltativa che fotografa gli ostacoli e l’area circostante perché il proprietario li riveda nell’app. iRobot dichiara di non poter vedere quelle immagini a meno che il proprietario non gliele fornisca, e di cancellare le altre dai propri server dopo 30 giorni.
La pianta merita la stessa attenzione della telecamera: mostra come è organizzata la casa e quando il robot è in funzione, e può restare sui server del produttore secondo le sue regole di conservazione dei dati. Controlla quale documento parla davvero del robot: l’informativa sulla privacy di 1X, aggiornata il 27 ottobre 2025, riguarda il sito, gli ordini e le comunicazioni, mentre le dichiarazioni sui dati del robot si trovano nella FAQ.
Perché i produttori usano operatori remoti?
La teleoperazione è il controllo di un robot da parte di una persona che si trova altrove e vede attraverso i suoi sensori. Serve a portare a termine un lavoro che il software non sa ancora gestire, e ogni sessione diventa una dimostrazione da cui il robot può imparare il compito. 1X mette le due cose nella stessa frase: l’Expert guida NEO “aiutandolo a imparare mentre il lavoro viene fatto”. La guida Che cos’è l’embodied AI?, dedicata all’AI che controlla il corpo di un robot, spiega come le dimostrazioni servono ad addestrare i modelli dei robot.
Ecco che cosa dice la FAQ di 1X sugli Expert, al 23 ottobre 2026:
- NEO “lavora in autonomia per impostazione predefinita”; per le faccende che non conosce, il proprietario può prenotare un Expert.
- Un Expert non può collegarsi in qualsiasi momento: “i proprietari devono programmare attivamente un orario in cui un Expert li aiuti con le faccende e accettarlo nel robot con la voce o dal cellulare”. Mentre un Expert è attivo, gli anelli delle “orecchie” di NEO (gli “emotive ear rings”) cambiano colore, e 1X dichiara che i proprietari “hanno il pieno controllo di ogni sessione”.
- Gli Expert sono “dipendenti di 1X fisicamente presenti negli Stati Uniti”.
- A parte questo, il proprietario può “pilotare” NEO a distanza con l’app per smartphone e un visore VR.
La FAQ non dice che cosa vede o sente un Expert, se le sessioni vengono registrate e per quanto tempo, se si possono nascondere persone o stanze alla vista, né come si applica ai dati delle sessioni l’opt-out dall’addestramento. Chiedilo a 1X per iscritto prima di versare un acconto.
Che cosa è già andato storto?
I casi documentati riguardano i robot aspirapolvere. Mostrano che cosa può succedere a questi dati, non che cosa fa ogni robot.
Nel dicembre 2022 MIT Technology Review ha raccontato che alcune immagini scattate nel 2020 da robot Roomba della serie J7, una delle quali mostrava una donna seduta sul water, erano state pubblicate in gruppi chiusi sui social da lavoratori a contratto in Venezuela che le etichettavano per Scale AI. iRobot ha dichiarato che le immagini provenivano da “robot di sviluppo speciali con modifiche hardware e software” mai venduti ai consumatori, usati da raccoglitori di dati pagati e da dipendenti che avevano accettato di inviare i propri dati a iRobot, e che stava chiudendo il rapporto con il fornitore da cui erano uscite. Da allora iRobot ha cambiato proprietà: il 23 gennaio 2026 ha annunciato la conclusione di un’operazione sotto la supervisione del tribunale che ha chiuso la sua procedura di Chapter 11 e l’ha resa “una società non quotata interamente posseduta da Picea”, che il comunicato descrive come “un produttore e fornitore di servizi globale di robot aspirapolvere”. I dati dei proprietari di Roomba sono quindi custoditi oggi da una società con proprietari diversi da quelli del 2022; lo stesso comunicato dice che una controllata separata con sede negli Stati Uniti, iRobot Safe, è responsabile della protezione dei dati dei consumatori statunitensi. Le immagini raccolte per addestrare un modello possono passare per le mani di etichettatori umani di altre aziende.
Nell’agosto 2024, al DEF CON 32, i ricercatori Dennis Giese e Braelynn Luedtke hanno presentato i risultati del loro lavoro sui robot Ecovacs. Le loro slide descrivono una falla nel canale Bluetooth usato per la configurazione di alcuni modelli, che permetteva a un aggressore di eseguire codice sul robot; un suono di avviso per l’accesso alla telecamera che un aggressore con accesso al robot poteva silenziare; e mappe che sembravano restare sui server del produttore dopo un ripristino delle impostazioni di fabbrica o la cancellazione dell’account. Le slide precisano anche che i ricercatori non sostengono che un produttore usi in modo improprio i sensori. Ecovacs ha dichiarato a TechCrunch il 22 agosto 2024 di aver “avviato miglioramenti mirati”. Nel maggio 2025 un avviso di sicurezza di Ecovacs, pubblicato anche dall’agenzia statunitense CISA, ha descritto altre tre falle nel collegamento tra alcuni robot Deebot e le loro basi, attribuite agli stessi ricercatori e a Chris Anderson; Ecovacs ha distribuito agli utenti il firmware corretto.
Che cosa puoi controllare o cambiare?
Non tutti i robot offrono tutte queste opzioni. Cerca nell’app, nel manuale e nell’informativa sulla privacy:
- Sessioni remote: se qualcuno del produttore può collegarsi, chi avvia la sessione, se la accetti ogni volta e se il robot la segnala in modo visibile.
- Telecamere e microfoni: se puoi spegnerli, se la visione in diretta richiede un PIN e se il video remoto usa la cifratura end-to-end o può essere letto sui server del produttore.
- La mappa: se puoi indicare le stanze in cui il robot non deve entrare e cancellare la mappa, compresa la copia sul server.
- Dati per l’addestramento: se la condivisione di immagini o registrazioni va attivata da te (opt-in) o è attiva finché non la rifiuti (opt-out).
- Elaborazione in locale: quali funzioni restano disponibili senza connessione.
- Aggiornamenti: per quanto tempo il produttore promette correzioni di sicurezza, cioè il periodo di supporto di sicurezza.
- Vendita: togli il robot dal tuo account e ripristinalo, tenendo presente che secondo le slide del DEF CON un ripristino può lasciare dati residui.
Che cosa dicono le norme UE?
Secondo l’articolo 2, paragrafo 2, lettera c, il GDPR non si applica ai trattamenti “effettuati da una persona fisica per l’esercizio di attività a carattere esclusivamente personale o domestico”, ma il considerando 18 precisa che il regolamento “si applica ai titolari del trattamento o ai responsabili del trattamento che forniscono i mezzi per trattare dati personali nell’ambito di tali attività”. L’esenzione domestica vale per te, non per il produttore.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha scritto delle telecamere domestiche, non dei robot. Nelle sue FAQ sulla videosorveglianza (domanda 12, sulle smart cam) spiega che le telecamere installate nella propria abitazione “per finalità esclusivamente personali di controllo e sicurezza” sono escluse dall’ambito di applicazione del Regolamento, ma che “i dipendenti o collaboratori eventualmente presenti (babysitter, colf, ecc.) devono essere comunque informati dal datore di lavoro”. Aggiunge che va evitato “il monitoraggio di ambienti che ledano la dignità della persona (come bagni)”, che i dati vanno protetti “con idonee misure di sicurezza, in particolare quando le telecamere sono connesse a Internet”, e che non si devono “diffondere i dati raccolti”. Se un robot con telecamere venga trattato allo stesso modo dipende dal caso: chiedi a un avvocato.
Il Cyber Resilience Act, cioè il regolamento (UE) 2024/2847, fissa requisiti di sicurezza per i prodotti connessi venduti nell’UE. L’allegato I chiede ai produttori di trattare solo i dati di cui il prodotto ha bisogno, di proteggerli con mezzi come la cifratura, di fornire aggiornamenti di sicurezza e di offrire agli utenti la possibilità di “rimuovere in modo sicuro e agevole, su base permanente, tutti i dati e tutte le impostazioni”; l’articolo 13 fissa un periodo di assistenza (così il regolamento chiama il periodo di supporto di sicurezza) di almeno cinque anni, salvo che si preveda per il prodotto un uso più breve. Gli obblighi di segnalazione si applicano dall’11 settembre 2026 e i requisiti per i prodotti dall’11 dicembre 2027, quindi i robot venduti prima di allora potrebbero non essere progettati secondo queste regole. I dettagli sono nella guida La normativa sulla sicurezza IoT.
Per continuare
- Si può comprare un robot umanoide per casa?: prezzi, consegne e cosa controllare prima di versare un acconto.
- Che cos’è l’embodied AI?: come imparano i robot, anche dalla teleoperazione.
- Fondamenti di sicurezza IoT: le minacce che riguardano qualsiasi dispositivo connesso.
- Visione artificiale sul dispositivo: elaborare in locale le immagini delle telecamere, così che ne escano meno dal dispositivo.
- 23 ottobre 2026: aggiunto il passaggio di iRobot a Picea dopo il Chapter 11, a gennaio 2026, con la fonte primaria
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