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Prese e termostati smart fanno risparmiare?

Un termostato smart può ridurre la spesa per il riscaldamento se cambia quando si scalda; anche le prese smart consumano. Cosa dicono i dati, cosa controllare.

A white programmable thermostat with a small display on a wall

Foto: Erik Mclean / Unsplash

Dopo aver letto questo articolo saprai:

  • Spiegare perché un termostato smart fa risparmiare solo se cambia quando e quanto si scalda la casa
  • Capire se su un certo apparecchio una presa smart fa risparmiare più energia di quanta ne consuma
  • Controllare un termostato o una presa prima di comprarli e misurare il risultato sulla propria bolletta
In questa pagina
  1. Dove va l’energia di una casa?
  2. Come fa un termostato smart a risparmiare energia?
  3. Quando un termostato smart non fa risparmiare?
  4. Le prese smart fanno risparmiare elettricità?
  5. Cosa controllare prima di comprare?
  6. Come capire se hai risparmiato davvero?
  7. Per continuare

Un termostato smart può ridurre la bolletta del riscaldamento, ma solo cambiando quando e quanto si scalda la casa: meno ore al caldo mentre non c’è nessuno o mentre tutti dormono. Negli Stati Uniti i termostati certificati ENERGY STAR, il marchio di efficienza del governo statunitense, fanno risparmiare in media circa l’8% della spesa per riscaldamento e raffrescamento, e meno nelle case sempre abitate.

Una presa smart fa risparmiare solo quando spegne qualcosa che, mentre non viene usato, spreca davvero energia. Anche la presa consuma un po’ di corrente, quindi con un televisore o un forno a microonde recenti in standby può costare più di quanto fa risparmiare.

Dove va l’energia di una casa?

Nell’UE il principale uso di energia delle famiglie nel 2024 era il riscaldamento delle abitazioni, con il 61,5% dei consumi finali di energia del settore residenziale, secondo Eurostat; illuminazione e gran parte degli apparecchi elettrici insieme arrivavano al 14,8%. Negli Stati Uniti ENERGY STAR stima che riscaldamento e raffrescamento valgano quasi metà della bolletta energetica annua di una famiglia media, oltre 900 dollari l’anno.

La stessa percentuale di risparmio, quindi, vale molto di più sul riscaldamento, che il termostato controlla, che su una singola presa.

Come fa un termostato smart a risparmiare energia?

Una casa perde calore tanto più in fretta quanto più l’interno è caldo rispetto all’esterno. Ogni ora in cui il riscaldamento mantiene una temperatura più bassa, di notte o quando sono tutti fuori, la caldaia o la pompa di calore lavora meno. Un termostato smart fa quello che un termostato programmabile ha sempre potuto fare, ma lo rende più facile: orari impostati dal telefono, una modalità “fuori casa” che si attiva quando il tuo telefono esce di casa e, su alcuni modelli, un programma che impara dalle tue abitudini. ENERGY STAR osserva che chi possiede un termostato programmabile spesso non sa bene come funziona e a volte non lo programma affatto.

Il dato di ENERGY STAR è utile per il modo in cui viene misurato. Invece di un test di laboratorio, l’azienda che gestisce il servizio di ciascun termostato analizza un anno di dati di un campione di case reali in tutti gli Stati Uniti, con un software dell’EPA, l’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente. Il riscaldamento deve restare acceso almeno l’8% in meno, e il raffrescamento almeno il 10% in meno, rispetto all’insieme degli altri termostati installati, e una seconda prova sulla parte bassa del campione (il 20° percentile) evita che il risultato dipenda da poche case che hanno risparmiato molto. Il test usa case negli Stati Uniti; altrove, una percentuale stampata sulla confezione va presa come una dichiarazione del produttore.

Quando un termostato smart non fa risparmiare?

Il risparmio viene dall’abbassare la temperatura per una parte della giornata, quindi si riduce quando c’è poco da abbassare. ENERGY STAR dice che le case sempre abitate risparmiano meno e che nei climi temperati il risparmio è in genere un po’ più basso. Se abbassi già il riscaldamento di notte e quando esci, un termostato smart ti dà più comodità che risparmio.

Anche le abitudini possono annullare l’effetto. Nel presentare una rassegna del 2016 sugli studi relativi ai dispositivi di regolazione del riscaldamento, come timer, termostati ambiente e termostati programmabili, il governo britannico osserva che le loro prestazioni sono difficili da stabilire a causa del modo in cui le persone li usano, e che in alcuni casi potrebbero portare a consumi di energia più alti.

Conta anche l’impianto. Secondo ENERGY STAR, le case con pompe di calore a capacità variabile ottengono in genere i risultati migliori con il termostato raccomandato dal produttore della pompa. E il termostato stesso consuma: i criteri ENERGY STAR ammettono fino a 3,0 W in media in standby di rete.

Le prese smart fanno risparmiare elettricità?

Una presa smart è un interruttore con una radio. Per ricevere i comandi resta sempre alimentata, anche quando l’apparecchio collegato è spento. Le schede tecniche danno l’ordine di grandezza: la presa Thread di un produttore dichiara meno di 0,5 W in standby, la presa Wi-Fi di un altro produttore meno di 1 W. Una presa che assorbe 1 W tutto l’anno consuma circa 8,8 kWh (1 W per 8.760 ore); moltiplica per il prezzo al kWh indicato in bolletta per vedere quanto costa.

Il confronto va fatto con ciò che la presa spegne. Nell’UE gli apparecchi soggetti alle regole sullo standby, come i forni a microonde e gli apparecchi audio, dal 2013 non possono consumare più di 0,5 W in standby o da spenti, con un margine un po’ più alto quando mostrano un display di stato. I televisori rientrano in un regolamento separato, che limita anch’esso il loro consumo in standby e da spenti. Spegnere un televisore o un forno a microonde recente con una presa smart che consuma altrettanto o di più non fa risparmiare nulla.

Le prese convengono in altri casi:

  • Apparecchi lasciati accesi del tutto. Un ventilatore, una lampada, le luci decorative o un vecchio amplificatore che restano accesi molto dopo che non servono più a nessuno.
  • Standby di rete. La Commissione europea cita decoder TV, stampanti, console per videogiochi e modem tra i dispositivi che consumano di più quando restano connessi in standby. Dal 2027 il loro limite va da 2 a 7 W a seconda del prodotto, quindi può valere la pena spegnere di notte un apparecchio che resta connesso tutto il giorno ma si usa di rado.
  • Scovare gli sprechi. Le prese con misuratore di energia mostrano quanto consuma un apparecchio quando è acceso e quando è inattivo. Spostandone una per la casa, una settimana per apparecchio, si trovano quelli su cui vale la pena intervenire.

Alcuni apparecchi non vanno messi sotto il programma di una presa: il frigorifero e il congelatore, che devono funzionare per tenere freddo il cibo; il router, che serve agli altri dispositivi connessi per restare online; la caldaia, che deve essere comandata dal suo termostato. Con le stufette elettriche serve attenzione: i manuali delle stufette spesso sconsigliano qualsiasi timer o comando a distanza che le accenda automaticamente, perché una stufetta coperta può provocare un incendio. Prima di mettere un apparecchio sotto programma, leggi il suo manuale.

Cosa controllare prima di comprare?

Per un termostato:

  • Compatibilità con la caldaia, la pompa di calore o il condizionatore; nel dubbio, chiedi a un installatore.
  • Funzionamento locale. Il programma deve continuare a funzionare se cade internet o il servizio del produttore; la guida alla smart home spiega perché il controllo locale conta.
  • Negli Stati Uniti, il marchio ENERGY STAR, che lega la promessa di risparmio a dati raccolti sul campo. I modelli certificati funzionano anche con i programmi di demand response delle società elettriche, in cui la società modifica per poco tempo l’impostazione nei momenti di picco della domanda.

Per una presa:

  • Consumo in standby nella scheda tecnica. Se non è indicato, non puoi confrontarlo con quello dell’apparecchio.
  • Carico massimo, da confrontare con la targhetta dell’apparecchio che vuoi collegare.
  • Un misuratore di energia, se vuoi misurare prima di automatizzare.
  • La radio. Le prese Wi-Fi non hanno bisogno di un hub; quelle Zigbee sì, e quelle Thread hanno bisogno di un border router, spesso integrato in un altoparlante intelligente, in un hub o in un display. La guida Matter su Thread o Matter su Wi-Fi spiega il compromesso.

Come capire se hai risparmiato davvero?

Confronta situazioni paragonabili. La bolletta del riscaldamento di un solo mese dice poco, perché il meteo la sposta più di qualsiasi dispositivo; confronta gli stessi mesi di anni diversi. Se in casa hai un contatore intelligente, il fornitore potrebbe darti dati sui consumi più dettagliati di quelli in bolletta, e il confronto tra prima e dopo diventa più facile. Una presa con misuratore di energia indica direttamente i kWh.

Poi dividi il prezzo d’acquisto per il risparmio annuo e ottieni gli anni che servono a ripagarlo, tenendo presente che un dispositivo connesso può perdere l’app o gli aggiornamenti prima di allora. Un termostato che cambia le tue abitudini può ripagarsi; una presa su un apparecchio che in standby consuma già mezzo watt no.

Per continuare

Argomenti: smart home, energia, termostato smart, presa smart, consumo in standby, domande di tutti i giorni

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