Bollette e tariffe · base

Prezzo fisso o variabile: quale offerta di luce e gas scegliere e quando conviene cambiare fornitore?

Prezzo fisso o variabile per luce e gas: che cosa ti dà ciascuno, come confrontare due offerte sul costo di un anno e come cambiare fornitore senza rischi.

Four electricity meters with their switches on a red wall, next to an open white window

Foto: stephan de MARANTHI / Unsplash

Dopo aver letto questo articolo saprai:

  • Confrontare un'offerta a prezzo fisso e una a prezzo variabile sul costo di un anno, quota fissa compresa, e non solo sul prezzo al kWh
  • Leggere i riquadri della Scheda sintetica, compresi l'indice, lo spread e l'eventuale onere di recesso anticipato
  • Cambiare fornitore sapendo se si paga qualcosa, quanto tempo serve e come annullare un contratto che non volevi
In questa pagina
  1. Che cosa sono esattamente un prezzo fisso e un prezzo variabile?
  2. Come si confrontano bene due offerte?
  3. Quali sono le regole nel tuo Paese?
  4. Quando conviene il prezzo fisso, e quando quello variabile?
  5. Come cambi fornitore senza rischi?
  6. Dove si ferma questa risposta?
  7. Per continuare
  8. Domande frequenti

Nessuno può sapere in anticipo se, per la durata del tuo contratto, costerà meno un prezzo fisso o uno variabile: la scelta è tra certezza e rischio. Un prezzo fisso mantiene uguale il costo di ogni chilowattora o metro cubo di gas per un periodo concordato, di solito 12 mesi, e quella certezza può costare di più. Un prezzo variabile, detto anche indicizzato, segue il mercato all’ingrosso più un margine che aggiunge il venditore; in Italia gli indici all’ingrosso sono il PUN per l’elettricità e il PSV per il gas, spiegati più sotto. Cambiare fornitore di solito è gratuito e non interrompe la fornitura; il costo da controllare è l’eventuale onere per chi lascia un’offerta a prezzo fisso prima della scadenza.

Tutte le regole e le cifre sono state controllate il 1° novembre 2026 sulle fonti ufficiali linkate.

Che cosa sono esattamente un prezzo fisso e un prezzo variabile?

ARERA, l’autorità italiana per l’energia, li definisce entrambi nel Codice di condotta commerciale per i venditori (versione valida dal 1° novembre 2026, articolo 1). Un’offerta a prezzo fisso ha prezzi costanti, o comunque noti in anticipo, almeno per i primi 12 mesi; il prezzo fisso può riguardare tutto quello che paghi o solo la parte che serve a comprare l’energia. In un’offerta a prezzo variabile il prezzo cambia in automatico con il mercato all’ingrosso o con un indice, secondo una formula scritta nel contratto; un’offerta con un prezzo fisso per meno di 12 mesi e poi variabile conta come variabile.

  • Il PUN (prezzo unico nazionale) è il prezzo all’ingrosso di riferimento dell’elettricità sul mercato italiano del giorno prima, dove si compra e si vende l’elettricità per ogni ora del giorno dopo. Lo calcola il GME, il Gestore dei mercati energetici, come PUN Index GME.
  • Il PSV (punto di scambio virtuale) è il punto virtuale della rete italiana del gas in cui il gas si compra e si vende all’ingrosso; il suo prezzo è l’indice del gas. Le offerte PLACET, le offerte standard definite da ARERA, legano il gas alla media mensile del prezzo giornaliero al PSV (day ahead) e l’elettricità al PUN.
  • Lo spread è quanto un’offerta variabile aggiunge all’indice; nella Scheda sintetica si legge nella forma “Indice + 0,00 €/kWh”, con il nome dell’indice e la cifra del venditore.

I prezzi possono muoversi in fretta: ARERA ha alzato del 63,4% dal terzo al quarto trimestre 2026 il costo di acquisto dell’energia elettrica per i clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela (la bolletta complessiva del loro cliente tipo è salita del 37,3%), perché erano saliti i prezzi all’ingrosso. Con un prezzo variabile i rialzi e i ribassi arrivano in bolletta; con uno fisso no. Ogni offerta italiana di energia elettrica a prezzo fisso deve riportare l’avviso di ARERA (articolo 20): il corrispettivo applicato “potrebbe risultare più basso o più elevato rispetto ai corrispettivi variabili indicizzati ai prezzi sui mercati all’ingrosso dell’energia elettrica”.

Come si confrontano bene due offerte?

Il prezzo al kWh, o al Smc (il metro cubo standard, l’unità con cui le bollette italiane misurano il gas), è solo una parte della bolletta. C’è anche la quota fissa del venditore, che paghi qualunque sia il consumo (in Gran Bretagna è la standing charge, un importo fisso al giorno), più le spese di rete, gli oneri di sistema e le imposte, che sono uguali con qualsiasi venditore, come spiega Come leggere la bolletta della luce. Due offerte si distinguono solo per il prezzo, o indice più spread, e per la quota fissa.

Prima della firma il venditore italiano deve consegnarti la Scheda sintetica, un riepilogo con lo stesso schema per tutte le offerte (ARERA), con questi riquadri (Codice, articoli da 17 a 21bis):

RiquadroChe cosa leggere
Spesa annua stimataLa spesa stimata in un anno, imposte e tasse escluse, a livelli di consumo fissati: da 1.500 a 3.200 kWh per un’abitazione di residenza con 3 kW; da 120 a 5.000 Smc di gas
PrezzoFisso o variabile, e per quanti mesi è fisso
Corrispettivo per il consumoIl prezzo al kWh o al Smc; in un’offerta variabile, l’indice più lo spread
Indice, Periodicità indiceQuale indice, ogni quanto si aggiorna, il grafico dei suoi ultimi 12 mesi
Corrispettivo annuoLa quota fissa del venditore, in euro l’anno
Modalità e oneri di recessoCome recedere e l’eventuale onere di recesso anticipato

I venditori calcolano questa stima con il metodo del Portale Offerte, il sito di confronto gratuito di ARERA gestito da Acquirente Unico, che raccoglie tutte le offerte del mercato al dettaglio. Sul Portale inserisci il tuo consumo annuo e la potenza impegnata (il limite in kW scritto nel contratto), oppure il codice di un’offerta.

Un esempio svolto. Due offerte ipotetiche, solo la parte del venditore.

IpotesiLuceGasFonte
Consumo annuo2.700 kWh1.000 Smcvalore di esempio, mettici il tuo
Indice medio nell’anno0,21 € al kWh0,84 € per Smcpunto di partenza: l’indice PLACET di ARERA per settembre 2026, 0,2075 € al kWh e 0,8432 € per Smc; nessuno conosce la media futura
Offerta A, fissa per 12 mesi0,235 € al kWh + 120 € l’anno0,97 € per Smc + 120 € l’annovalori di esempio, non prezzi di mercato
Offerta B, variabileindice + 0,015 € al kWh + 96 € l’annoindice + 0,10 € per Smc + 96 € l’annovalori di esempio
Offerta Acirca 750 €circa 1.090 €2.700 × 0,235 + 120; 1.000 × 0,97 + 120
Offerta Bcirca 700 €circa 1.040 €2.700 × 0,225 + 96; 1.000 × 0,94 + 96

I prezzi sono IVA esclusa, e l’IVA aggiunge la stessa percentuale a entrambe le offerte: con questi numeri l’offerta variabile fa risparmiare circa 50 € l’anno su ciascuna fornitura.

Quanto cambia il risultato. Le due offerte di luce costano lo stesso se l’indice ha una media di circa 0,229 € al kWh, il 9% sopra l’ipotesi; per il gas, circa 0,89 € per Smc, il 6% sopra. Con l’indice più alto del 20%, l’offerta B costa circa 60 € più della A sulla luce e 110 € sul gas; con l’indice più basso del 20%, fa risparmiare circa 160 € e 220 €. Il rialzo del 63,4% in un solo trimestre comunicato da ARERA è stato molto più ampio di queste oscillazioni.

Quali sono le regole nel tuo Paese?

Italia

  • Prezzi regolati. Dal 1° luglio 2024 il servizio di Maggior Tutela per l’elettricità, con condizioni economiche e contrattuali stabilite da ARERA, è riservato ai clienti vulnerabili: chi ha compiuto 75 anni, chi ha diritto al bonus sociale, chi ha una disabilità ai sensi della legge 104/92, e altri ancora (ARERA). Le altre famiglie che non avevano scelto un’offerta sono nel Servizio a Tutele Graduali, un servizio di passaggio affidato in ogni zona al venditore che ha vinto l’asta, fino al 31 marzo 2027. Poi passano a un’offerta del mercato libero dello stesso venditore (quella con la stima della spesa annua più bassa a dicembre 2026), per almeno 12 mesi e senza costi in caso di recesso anticipato, a meno che non ne scelgano un’altra. Per il gas i clienti vulnerabili possono chiedere il Servizio di tutela della vulnerabilità, con un prezzo variabile su base mensile legato al PSV.
  • Cambiare fornitore. Per ARERA il cambio “è gratuito, non richiede la sostituzione del contatore e non comporta interruzioni della fornitura” (pagina sul Servizio a Tutele Graduali). Firmi con il nuovo venditore, che esercita per te il recesso dal vecchio contratto (delibera 302/2016, articoli 3 e 6). Penali e spese di chiusura sono vietate, tranne nei contratti di energia elettrica a prezzo fisso e a tempo determinato: lì il venditore può chiedere un onere di recesso anticipato scritto nel contratto che hai firmato, indicato come somma massima, proporzionato e non superiore alla perdita economica che subisce direttamente. L’onere decade se il venditore cambia le condizioni di sua iniziativa.
  • Quanto tempo ci vuole. Con la procedura attuale il cambio di fornitore della luce chiesto entro il giorno 10 di un mese ha effetto dal 1° del mese successivo; le ultime richieste con questa procedura si possono inviare fino al 10 novembre 2026. Dal 1° dicembre 2026 la riforma di ARERA (delibera 58/2026) riduce la procedura tecnica a 24 ore, in qualsiasi giorno lavorativo, per le famiglie la cui fornitura non è sospesa e che non hanno un corrispettivo Cmor attivo, cioè un addebito per bollette lasciate non pagate a un venditore precedente; per gli altri servono almeno 10 giorni lavorativi. Resta il limite di legge di tre settimane per l’intero cambio. Un contratto firmato al telefono, online o alla porta di casa viene eseguito solo dopo il periodo di ripensamento (14 giorni, oppure 30 dopo una visita a domicilio non richiesta). Se lo chiedi, il venditore può avviare le pratiche durante quel periodo, così la nuova fornitura può partire prima del solito, ma non dentro il periodo stesso (Codice, articolo 9.5). I codici della fornitura restano gli stessi: il POD per la luce e il PDR per il gas, i codici scritti in bolletta che identificano il punto in cui la tua casa è collegata alla rete.

Gran Bretagna

Il price cap di Ofgem, l’autorità britannica dell’energia, vale per Inghilterra, Scozia e Galles: limita il prezzo unitario (unit rate) e la quota fissa giornaliera (standing charge) delle tariffe variabili standard, non il totale della bolletta, e non protegge le tariffe a prezzo fisso; viene aggiornato ogni tre mesi. Dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026 la media con addebito diretto è di 26,32 pence al kWh e 54,83 pence al giorno per l’elettricità, 7,97 pence al kWh e 29,68 pence al giorno per il gas: 1.723 sterline l’anno con 2.500 kWh di elettricità e 9.500 kWh di gas, senza IVA sull’elettricità fino al 31 marzo 2027 e con il 5% sul gas (Ofgem, 26 agosto 2026). Secondo la licenza di fornitura (condizione 24, nel testo consolidato di Ofgem aggiornato al 1° agosto 2025) una penale di uscita è ammessa solo sulle offerte a durata determinata, deve essere proporzionata e non si applica a partire da 49 giorni prima della fine del periodo a prezzo fisso, o dall’avviso di rinnovo se arriva prima. Il cambio richiede fino a 5 giorni lavorativi e puoi annullarlo entro 14 giorni.

Germania

La Grundversorgung, il contratto standard del fornitore locale di base, si può disdire con due settimane di preavviso; gli altri contratti firmati dal 1° marzo 2022 hanno una prima durata di due anni al massimo, poi si possono disdire con un mese di preavviso, e il cambio deve essere gratuito (Bundesnetzagentur, l’autorità federale delle reti). Dal 1° gennaio 2025 ogni fornitore deve offrire una tariffa dinamica a chi ha un contatore intelligente (§ 41a EnWG); i fornitori con più di 200.000 clienti devono offrire anche un contratto a prezzo fisso di almeno 12 mesi. L’associazione dei consumatori Verbraucherzentrale (29 luglio 2026) avverte che molte garanzie di prezzo lasciano fuori spese di rete, imposte e oneri, che arrivano fino al 70% del prezzo.

Spagna

Il PVPC, il prezzo regolato per le persone fisiche e le microimprese fino a 10 kW, ha un prezzo dell’energia per ogni ora che combina i mercati giornaliero e infragiornaliero (45%) con un paniere di contratti a termine (55%) (Real Decreto 216/2014, articoli 5, 6 e 9); nel mercato libero i prezzi possono essere fissi. L’autorità di regolazione CNMC spiega che il cambio è gratuito, richiede al massimo 21 giorni e lo fa il nuovo fornitore; controlla se il vecchio contratto prevede penali per il recesso anticipato. Il suo strumento di confronto elenca le offerte.

Quando conviene il prezzo fisso, e quando quello variabile?

  • Il fisso fa per te se una bolletta stabile conta più di un possibile risparmio, per esempio con un bilancio familiare stretto o una bolletta del gas alta d’inverno. Controlla quanto dura, che cosa succede dopo e se c’è un onere di recesso; segnati un promemoria per confrontare di nuovo le offerte prima della scadenza.
  • Il variabile fa per te se puoi reggere le oscillazioni e vuoi approfittare dei ribassi senza pagare una garanzia. Una tariffa a fasce orarie o una tariffa dinamica aiuta solo se sposti davvero i consumi.

Come cambi fornitore senza rischi?

  1. Prendi una bolletta recente: consumo annuo, potenza impegnata, codice POD o PDR.
  2. Confronta le offerte sul Portale Offerte o sullo strumento dell’autorità del tuo Paese; chiedi la Scheda sintetica.
  3. Controlla il contratto che hai ora: c’è un onere di recesso anticipato?
  4. Firma solo con il nuovo venditore: è lui a chiudere per te il vecchio contratto.
  5. Conserva la conferma. In Italia un contratto firmato al telefono, online o alla porta di casa si può sciogliere senza costi entro 14 giorni, oppure 30 dopo una visita a domicilio non richiesta: è il diritto di ripensamento (Codice, articolo 12.4). Il portale dell’Unione europea La tua Europa descrive gli stessi 14 giorni.

Vendita al telefono e porta a porta. In Italia una telefonata da sola non ti vincola: devi firmare l’offerta, oppure accettarla su un supporto durevole, cioè in una forma che puoi conservare, come un’email, dopo aver ricevuto le condizioni scritte (articolo 12.1bis). Per un contratto non richiesto, che non hai mai accettato, manda un reclamo scritto a quel venditore entro 40 giorni dalla sua prima bolletta: con le regole di ARERA, i venditori che aderiscono alla procedura possono riportarti al fornitore precedente. Lo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente di ARERA risponde gratis al numero verde 800.166.654, dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 18.00.

Dove si ferma questa risposta?

Qui non sono trattate le forniture delle imprese, le case con impianto fotovoltaico e le tariffe dinamiche. Prezzi e regole cambiano; questa pagina viene ricontrollata ogni mese.

Questa pagina spiega come funziona e cosa chiedere; non è una consulenza finanziaria né un progetto. Collegamenti elettrici e pratiche spettano a un tecnico abilitato o a un consulente.

Per continuare

Domande frequenti

Conviene il prezzo fisso o variabile per luce e gas?

Nessuno dei due costa sempre meno dell'altro. Il prezzo fisso ti dà la certezza per il periodo concordato, e la certezza può costare di più; il prezzo variabile segue il mercato all'ingrosso, che può scendere o salire anche di molto. ARERA obbliga i venditori italiani a scrivere lo stesso avviso su ogni offerta di energia elettrica a prezzo fisso: il prezzo fisso potrebbe risultare più basso o più elevato di uno variabile. Scegli il fisso se per te una bolletta stabile conta più di un possibile risparmio.

Quanto costa cambiare fornitore di luce e gas?

In Italia per le famiglie cambiare fornitore è gratuito, non richiede un contatore nuovo e non interrompe la fornitura; se ne occupa il nuovo venditore. Le regole di ARERA vietano penali e spese di chiusura, con un'eccezione: un contratto di energia elettrica a prezzo fisso e a tempo determinato può prevedere un onere di recesso anticipato, se il contratto lo indica come somma massima e tu l'hai approvato alla firma. Anche l'autorità spagnola dice che il cambio è gratuito; in Gran Bretagna le offerte a prezzo fisso possono prevedere una penale di uscita.

Posso cambiare fornitore prima della scadenza del contratto?

Sì. In Italia ogni famiglia può passare a un'altra offerta in qualsiasi momento. Se il contratto di energia elettrica che hai ora è a prezzo fisso e a tempo determinato, cerca nella Scheda sintetica o nel contratto l'onere di recesso anticipato: deve essere una somma massima che hai approvato alla firma. In Gran Bretagna un'offerta a prezzo fisso può far pagare una penale di uscita, ma non negli ultimi 49 giorni prima della scadenza.

Quanto tempo ci vuole per cambiare fornitore della luce?

Con la procedura attuale, il cambio di fornitore della luce chiesto entro il giorno 10 di un mese ha effetto dal 1° del mese successivo; le ultime richieste con questa procedura si possono inviare fino al 10 novembre 2026. Dal 1° dicembre 2026 la riforma di ARERA riduce la procedura tecnica a 24 ore, in qualsiasi giorno lavorativo, per le famiglie la cui fornitura non è sospesa e a cui non viene addebitato un corrispettivo per bollette lasciate non pagate a un venditore precedente; gli altri aspettano almeno 10 giorni lavorativi, entro il limite di legge di tre settimane. Un contratto firmato al telefono, online o alla porta di casa viene eseguito solo dopo il periodo di ripensamento, 14 giorni oppure 30 dopo una visita non richiesta. Se chiedi l'avvio anticipato, la nuova fornitura può partire prima del solito, ma mai durante quel periodo.

Il price cap britannico sull'energia vale anche per le tariffe a prezzo fisso?

No. In Gran Bretagna il price cap di Ofgem limita il prezzo unitario (unit rate) e la quota fissa giornaliera (standing charge) delle sole tariffe variabili standard; non protegge una tariffa a prezzo fisso concordata con il fornitore e non mette un tetto al totale della bolletta. Dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026 il tetto corrisponde a 1.723 sterline l'anno per una famiglia tipo che paga con addebito diretto (Direct Debit).

Argomenti: confronto, prezzi dell'energia, tariffe, cambio fornitore, ARERA, Italia

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